Cosa è successo del nostro Sindaco?
Dell’Alemanno della tolleranza zero, della lotta al degrado, nemico dei poteri forti?
Dell'Alemanno da campagna elettorale che voleva rigirare la città come un pedalino promettendo discontinuità su tutti i fronti?
Dell'Alemanno da campagna elettorale che voleva rigirare la città come un pedalino promettendo discontinuità su tutti i fronti?
Sembra che il Primo Cittadino di Roma sia finito definitivamente nella melmosa palude della politichetta locale, della corporazioni cittadine (dai cartellonari ai tassisti), dei poteri (sempre più) forti e degli assessori tanto incapaci quanto malscelti.
Quello a cui assistiamo è una morbida eutanasia del Sindaco e, purtroppo, della nostra città.
Anche l’assessore alle sagre di Poggiosommavilla Scalo sa che le decisioni importanti vanno prese nei primi anni di mandato – quando si ha maggiore “slancio” e consenso. Cosa è stato fatto in quel periodo, quale idea innovativa di Roma (anche non condivisibile, ma innovativa!) è stata lanciata? Una idea poi anche esportabile a livello Nazionale. E' cosi difficile capire che si fa politica amministrando bene e non si amministra facendo politica?
Tutto l'impegno del Sindaco è oramai ridotto a un profluvio di dichirazione volte ad avere visibilità nazionale (dalla crisi della destra, al nucleare passando per il ginocchio della lavandaia), ma di Roma - dei veri problemi di Roma - oramai nulla, tranne il goffo tentativo di minimizzare, minimizzare, minimizzare.
Due anni alla fine di un mandato cittadino significa che oramai i giochi sono fatti, e il nostro Sindaco sembra impantanato in un'operazione di piccolo cabotaggio cittadino, al di sotto della soglia minima di sopravvivenza. E dignità.


Ancora non ha capito dove si trova e mai lo capirà, non rimane che aspettare la fine del mandato e farglielo capire noi sperando in un'alternativa valida.
RispondiEliminaA me personalmente fa pena, un uomo in balia di tutto e tutti che pensa al restyling dei loghi della municipale.
Roba da brividi...
Cinque anni buttati. Un'occasione unica gettata al vento a causa dell'incapacità di vedere e programmare. Alemanno ha ottenuto importanti finanziamenti dal governo, aveva dalla sua una forte maggioranza, aveva promesso decoro e legalità. Invece ha saputo solo consegnare la città alle mafie (bancarellari, cartellonari) in cambio di una manciata di voti che non gli garantirà la rielezione. E Roma ha subìto la peggiore amministrazione dell'epoca moderna. Uno schiaffo, dal quale rialzarsi non sarà facile.
RispondiEliminaFilippo
Non solo i beni pubblici della città sono stati praticamente regalati a piccoli interessi privati (spesso abusivi o criminali).
RispondiEliminaMa in questi tre anni c'è stata anche un'assoluta mancanza di programmazione, gravissima in una città con un ritardo infrastrutturale come Roma: dove sono i cantieri della metro D? Dove sono nuove linee di tram? Dove sono le case popolari? Dov'è la nuova discarica? Dove sono le riqualificazioni dei quartieri?
È un ulteriore ritardo che pagheremo tutti.
Pugno duro contro la legalità, tutto a favore del malaffare e delle logiche clientelari.
RispondiEliminaIL PEGGIOR SINDACO DEGLI ULTIMI 40 ANNI
CONTORNATO DA FECCIA DELLA PEGGIOR SPECIE.