Una regola della blogsfera recita più o meno così: se l'ultimo post pubblicato è più vecchio di una settimana significa che il blogger è morto.
Malaroma (blog) - sebbene con preavviso - non posta da più di un mese ma Malaroma (blogger) gode di buona salute.
Un blog gestito in maniera autonoma (a parte le numerose segnalazioni dei lettori, che non smetterò mai di ringraziare) è cosa complessa: la creazione quotidiana di post (che la nostra disgraziata città non ci fai mai mancare), rispondere alle email, vivere sempre sul filo di una notizia che sia accalarata dai fatti per evitare fastidiosi strascichi giudiziari.
Insomma, una responsabilità quotidiana tanto bella quanto impegnativa.
Dunque, ho deciso di chiudere.
Dovrebbe essere per sempre ma mai dire mai.
Questo non significa che mollo la battaglia, anzi (e, in queste settimane, il mio impegno silenzioso su altri fronti ne sono la prova evidente) ma una più libera gestione del tempo mi permette di coordinare vita, passioni e lotte in maniera, se non più rilassata, certamente meno ansiosa.
Non snocciolerò né nomi, né numeri, né date, né lunghi ringraziamenti e nemmeno i post di successo che hanno dato notorietà a Malaroma (posso solo dire che giudico questo il peggiore che abbia mai scritto).
Restano grandi blog (elencati in calce al post) che combattono una battaglia giorno per giorno, centimetro per centimetro, con l'unico scopo di avere una città migliore .
Cittadini che - in altre città e con altri amministratori - avrebbero già ricevuto menzioni dalla municpialità, oltre che essere ascoltati dalla stessa con frequenza quotidiana.
Ma siamo a Roma, dove, chi ci amministra è composto per il 99% da luridi ratti che meriterebbero di essere (simbolicamente) eliminati con la stessa disinvoltura con cui, ai tempi del servizio militare, alcuni miei ammirevoli commilitoni meridionali, durante certe gravose mansioni che il capitano di turno assegnava, schiacciavano le zoccole che gli si paravano davanti con un colpo secco di tacco di anfibio.
Avrei voluto dire di peggio ma questa feccia non merita cotanto sforzo di meningi.
Il blog resta come archivio, memoria storica e, ainoi, spazio di denuncia, visto che molte segnalazioni resteranno attualissime per parecchi anni a seguire.
Continuerò però a vivere su Twitter - spazio meno impegnativo dove comunque si può continuare a dire la propria.
E proseguirò anche a scrivere segnalazioni e denunce che, mi auguro, i blog amici pubblicheranno.
Come atto finale mi sarebbe piaciuto presentarmi con nome e cognome, ma una certa ossessione per la riservatezza, e la paura oggettiva per le figure che decidono il destino della città, mi fanno optare per un più sicuro anonimato (sebbene, oramai, comitati, associazioni locali, cittadini varii e qualche amministratore mi conoscano bene visto che sono "sul campo" da qualche anno).
Grazie a tutti.
Malaroma
Qui di seguito, per chi passa per questo blog e voglia continuare a restare informato sulle nefandezze romane, elenco in ordine sparso alcuni dei blog che continuano questa eroica battaglia (le mie possono sembrare parole enfatiche ma, credetemi, per chi l'ha vista e vissuta dal di dentro, non lo sono affatto):









