MALAROMA

Blog dedicato all'inciviltà dei Romani, all'incapacità dell'amministrazione locale, all'indifferenza delle forze dell'ordine

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domenica 28 aprile 2013

Il blog chiude. Per sempre (forse).


Una regola della blogsfera recita più o meno così: se l'ultimo post pubblicato è più vecchio di una settimana significa che il blogger è morto.
 
Malaroma (blog) - sebbene con preavviso - non posta da più di un mese ma Malaroma (blogger) gode di buona salute.

Un blog gestito in maniera autonoma (a parte le numerose segnalazioni dei lettori, che non smetterò mai di ringraziare) è cosa complessa: la creazione quotidiana di post (che la nostra disgraziata città non ci fai mai mancare), rispondere alle email, vivere sempre sul filo di una notizia che sia accalarata dai fatti per evitare fastidiosi strascichi giudiziari.
Insomma, una responsabilità quotidiana tanto bella quanto impegnativa.
Dunque, ho deciso di chiudere.
Dovrebbe essere per sempre ma mai dire mai.
Questo non significa che mollo la battaglia, anzi (e, in queste settimane, il mio impegno silenzioso su altri fronti ne sono la prova evidente) ma una più libera gestione del tempo mi permette di coordinare vita, passioni e lotte in maniera, se non più rilassata, certamente meno ansiosa. 
Non snocciolerò né nomi, né numeri, né date, né lunghi ringraziamenti e nemmeno i post di successo che hanno dato notorietà a Malaroma (posso solo dire che giudico questo il peggiore che abbia mai scritto).

Restano grandi blog (elencati in calce al post) che combattono una battaglia giorno per giorno, centimetro per centimetro, con l'unico scopo di avere una città migliore .
Cittadini che - in altre città e con altri amministratori - avrebbero già ricevuto menzioni dalla municpialità, oltre che essere ascoltati dalla stessa con frequenza quotidiana.
Ma siamo a Roma, dove, chi ci amministra è composto per il 99% da luridi ratti che meriterebbero di essere (simbolicamente) eliminati con la stessa disinvoltura con cui, ai tempi del servizio militare, alcuni miei ammirevoli commilitoni meridionali, durante certe gravose mansioni che il capitano di turno assegnava, schiacciavano le zoccole che gli si paravano davanti con un colpo secco di tacco di anfibio.
Avrei voluto dire di peggio ma questa feccia non merita cotanto sforzo di meningi.

Il blog resta come archivio, memoria storica e, ainoi, spazio di denuncia, visto che molte segnalazioni resteranno attualissime per parecchi anni a seguire. 
Continuerò però a vivere su Twitter - spazio meno impegnativo dove comunque si può continuare a dire la propria.
E proseguirò anche a scrivere segnalazioni e denunce che, mi auguro, i blog amici pubblicheranno.

Come atto finale mi sarebbe piaciuto presentarmi con nome e cognome, ma una certa ossessione per la riservatezza, e la paura oggettiva per le figure che decidono il destino della città, mi fanno optare per un più sicuro anonimato (sebbene, oramai, comitati, associazioni locali, cittadini varii e qualche amministratore mi conoscano bene visto che sono "sul campo" da qualche anno).

Grazie a tutti.

Malaroma
 
Qui di seguito, per chi passa per questo blog e voglia continuare a restare informato sulle nefandezze romane, elenco in ordine sparso alcuni dei blog che continuano questa eroica battaglia (le mie possono sembrare parole enfatiche ma, credetemi, per chi l'ha vista e vissuta dal di dentro, non lo sono affatto):

giovedì 7 marzo 2013

Sospensione temporanea dell'attività (ma la lotta continua...)

Visto che il tempo è poco e non si riesce a fare tutto, il blog sospende la sua attività per le prossime due settimane per preparare alcune denunce e segnalazioni da inviare agli uffici competenti.

Continuo ad essere presente su Twitter (leggibile anche tramite RSS).

Per chi fosse in "astinenza da decoro" - in attesa dell'apertura di un centro di disintossicazione o dell'arrivo di un'amministrazione cittadina dega di tale nome - ci sono gli ottimi:


e tanti altri da scoprire navigando la ricca blogsfera antidegrado...

martedì 5 marzo 2013

La guerra di Paolo il palo

Ricevo da Paolo il Palo:

Ciao, mi chiamo Paolo e sono un palo. Risiedo davanti al portico di Ottavia e faccio una vita molto difficile. Quando il marciapiede che ho di fronte si riempie (cioè sempre), per trovare nuovi posti le auto cominciano ad entrare nell'area pedonale che dovrei delimitare. Una bottarella oggi durante la manovra, una domani ed alla fine finisco a terra. Resto li per qualche settimana finchè qualcuno mi tira su alla bell'e meglio in attesa di tornare nuovamente a terra. Il bello è che sono piantato in una delle zone più sorvegliate della città, figurarsi quello che devono subire i miei colleghi di periferia. Proteggere un'area pedonale a Roma è un lavoro duro, ma qualcuno deve pur farlo, ed io lo faccio con orgoglio.

Paolo il palo



lunedì 4 marzo 2013

Camion bar, quanto rendono e perché sono in regime di monopolio?

Quanto rendono i camion bar? (fonte - i valori di incasso si riferiscono al 2007.)





Breve verifica dei fatti:

- la ristorazione ambulante a Roma è in regime di monopolio in mano ad un'unica famiglia;
- i camion bar e i caldarrostai (attività cui il capostipite di questa famiglia ha cominciato negli anni '60) sono collocati in quantità industriale e poszione "strategica" in tutto il centro storico e i parchi di Roma, ostruendo passaggi pedonali, monumenti, vedute prospettiche, scorci cittadini;
- un membro di questa famiglia è Presidente della Commissione Politiche Sociali e Famiglia, oltre che recentemente nominato Capogruppo del Pdl in Consiglio Comunale;
- tale rappresentante nega qalunque interesse diretto con la sua famiglia, ciò non gli ha evitato di presentare norme che avrebbero aumentato pervasività del commercio ambulante, modificato i protocolli di somministrazione dei cibi e ridotto la necessità del parere degli uffici competenti per la collocazione delle bancarelle nei in luoghi soggetti a vincoli archelogici e paesaggistici;
- dietro al bacone di questi camion bar ci sono quasi sempre extracomuntari;
- la soluzione sarebbe semplice: gara pubblica che decida collocazione, estetica e prezzi di tali strutture (diminuendone comunque il numero), con aumento delle attuali ridicole tariffe di concessione di suolo pubblico e possbilità di darle in gestione a singoli imprendori/ristoratori (che si potrebbero consorziare in cooperative). Questo significherebbe migliorare la qualità del cibo proposto (ad oggi lo stesso in ogni camion bar), redistribuire risorse con nuove possbilità di lavoro e aumentare gli introiti nella casse del comune (qui la proposta più nel dettaglio);
- Alemanno, da anni e periodicamente, promette interventi risolutivi in questo settore senza che alle (blande) parole seguano i fatti. I camion bar sono sempre lì e in mano alle stesse persone;
- anche i governi cittadini di sinistra sono sempre intervenute in maniera non decisiva mostrando una riverenziale timore per chi è proprietario di questo commercio.




venerdì 1 marzo 2013

Arrivare davanti la sede del PD e capire che Bersani questa fine se la merita tutta

Largo del Nazareno, davanti al comitato centrale del PD. Sotto gli occhi increduli dei turisti (ve la immaginate una scena del genere davanti alla sede dei Laburisti inglesi, dei socialisti Francesi, dell'SPD tedesco?) tutta la piazza è  ridotta a distesa di lamiere, divieto di sosta, quarta fila, bivacco di auto blu e ncc, passaggi pedonali ridotti a un pertugio e nemmeno una parola, un'azione, una protesta da parte del segretario Bersani e del suo direttivo. Se questa è l'italia che immaginano è meglio che vadano a casa quanto prima.










mercoledì 27 febbraio 2013

lunedì 25 febbraio 2013

Se cercate un campionario del degrado la Fiera di Roma è quello che fa per voi

Nella mia fantasia, la zona antistante il polo fieristico della capitale d'Italia dovrebbe essere un benvenuto all'ordine, all'efficenza, al rispetto del territorio - una sorta di biglietto da visita della città. Invece, cartelloni (abbattuti e non, in attesa che ci scappi il prossimo morto), monnezza, divieto di sosta, aiuole abbandonate, strade dissestate, discariche abusive. Insomma, sì, forse, in effetti, è il biglietto da visita che ci meritiamo.








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